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C’era una volta il mondiale, quello in cui valeva davvero la pena catapultarsi dentro per tutta la durata.

Mondiale

Partiamo da quello del 1978 in Argentina, dove la Nazionale di Bearzot faceva fare le ore piccole per il fuso orario pur di vedere gli azzurri.
A guidare l’Italia era un giovanissimo Pablito Rossi, che fece gol proprio all’Argentina orfana di Maradona,
escluso da Menotti. Fu lui poi a vincere il campionato battendo l’Olanda del calcio totale, anch’essa senza il suo leader assoluto Joan Crujiff.

C’era una volta il mondiale con le sue stelle e i suoi campioni.
Quello in Spagna nell’82 vinto dall’Italia di Bearzot: fu quello in cui forse c’erano più stelle in assoluto.
Non solo i futuri campioni del mondo italiani, ma con il Brasile ed Argentina giocavano calciatori di un talento straordinario che poi approdarono in Italia, o già vi giocavano.
Con l’albiceleste Maradona che poi sbarcherà a Napoli nel 1984, o gli altri argentini Daniel Bertoni, Daniel Passarella, Ramon Diaz.
Nel Brasile 82 c’era Falcao della Roma che mise a segno il gol del momentaneo pareggio.

Per non parlare della parata di stelle del mundial messicano dell’86, dove l’Italia campione del mondo fu eliminata dalla Francia di Platini, agli ottavi di finale.
Mondiale vinto dall’Argentina di Maradona che si impose nella finale di città del Messico per 3-2 contro la Germania di Klinsmann, Rummenigge e Voeller.

La rivincita tra Germania e Argentina va in scena quattro anni dopo e la vincono i tedeschi.
Accuse e polemiche per un rigore molto dubbio fischiato da Codesal contro l’Argentina di Maradona, fischiato all’Olimpico assieme all’inno per aver eliminato l’Italia delle notti magiche di Schillaci e Baggio in semifinale ai rigori.

Usa 94 diventa il grande palcoscenico per far conoscere il calcio ad un certo livello negli States.
Maradona diventa il fulcro mediatico. Il Ct del Brasile lo recupera e lo convoca dopo la squalifica per droga, poi la Fifa lo squalifica dopo Argentina-Nigeria.
Dopo un controllo antidoping in cui risulta essere positivo all’efedrina, infatti, viene squalificato dal suo quarto mondiale.

Vince il Brasile ai rigori, ancora maledetti per l’Italia di Arrigo Sacchi.
Decisivi gli errori di Baggio e Baresi dal dischetto.

Nel 98 sbarca la Francia del dopo Platini; ecco quella di Zidane, Barthez , Thuram, che disintegra il Brasile campione del mondo guidato da Ronaldo per 3-0 al Parco dei Principi di Parigi.

C’era una volta il mondiale…