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È tempo di rinnovi, quelli del presente e quelli del futuro. Nel Napoli campione d’Italia Giovanni Di Lorenzo suona la carica degli azzurri, da capitano che vuol dare l’esempio di appartenenza. La firma in calce sul contratto è una scelta di vita che lo porterà ad indossare la maglia azzurra fino al 2029, nel futuro più azzurro che mai.

Più incerto è il prolungamento che tiene banco da inizio mercato, diventato ormai il tormentone ed anche il tormento dei tifosi azzurri e del presidente De Laurentiis su Viktor Osimhen. La domanda è ormai quotidiana: il nigeriano resta e rinnova o arriva il duecentino? Difficile stabilirlo visto che le dinamiche di mercato possono stravolgersi all’improvviso. Una cosa è certa, la distanza tra le parti c’è, nonostante gli incontri ravvicinati tra il presidente e l’entourage del nigeriano. La controversia riguarda la clausola rescissoria, un boomerang per il club azzurro. In una classifica speciale ben quattro sui sei giocatori azzurri più pagati in uscita sono andati via quando è stato fissato il prezzo. Higuain, Cavani, Lavezzi e Kim.

De Laurentiis vuole svenarsi per raddoppiare l’ingaggio, ma non fissare la clausola. Ma occorre prendere una decisione, perché arrivare a metà agosto senza avere certezza sul rinnovo potrebbe avere delle ripercussioni se poi davvero il Psg dovesse perdere Mbappe, svegliarsi e puntare dritto ad Osimhen. Sarebbe un azzardo scegliere un attaccante per il dopo Osimhen ad una settimana dall’inizio del campionato. Garcia si dice fiducioso, così come c’è grande ottimismo per il rinnovo di Zielinski che vuole restare a tutti i costi in azzurro, così come Mario Rui. Entrambi hanno rispedito al mittente arabo le offerte avanzate. Poi c’è il difensore, altra priorità, ma senza fretta come dice Garcia, perché non bisogna sbagliare la scelta. Ci sono Juan Jesus, Ostigard e Rrhamani. Poi Salgono le quotazioni di Sutalo della Dinamo Zagabria, 15-20 milioni sono il prezzo giusto rispetto all’investimento più elevato per Danso o Kilmann.  Il tempo stringe, il ritiro a Dimaro volge al termine ma non si è messo ancora un punto sulle questioni più annose del mercato dei campioni d’Italia.